giovedì 14 febbraio 2008

I Simpson e la filosofia

L'altra sera stavo guardando una puntata dei Simpson. Ad un certo punto Marge, guardando Maggie giocare diceva sospirando: "Crescere significa smettere di fare le cose che ti rendono felice". Lì per lì non ci ho riflettuto molto. Il giorno seguente ero a studiare da una mia amica che si è già laureata, ma che è in attesa di un  nuovo impiego. Durante la pausa mi ha detto, con lo sguardo perso nel vuoto: "Sai, non so proprio perchè ho scelto questa facoltà. In realtà il lavoro che ho fatto fino adesso non mi piaceva molto. Avrei dovuto fare qualcosa di artistico...". Probabilmente questo discorso è venuto fuori dopo due ore passate a studiare legislatura ambientale per fare un concorso... Che ispira molto pensieri distruttivi! Però, sul treno, luogo di molte riflessioni sui perchè della vita, ho cominciato a pensare a queste due frasi. Già. Ho sempre pensato che crescere, studiare, faticare per diventare maturi  fosse la strada per poi fare nella vita quello cui uno aspira. Ovvero, essere felici facendo una cosa che ti piace. Insomma tutti i discorsi fatti in casa del tipo " se non studi e sei ciuca vai a lavorare in miniera e vivi da schifo, se studi e sei brava puoi fare quello che ti piace". Ok, ok... Purtroppo, sempre più spesso, ad un buon titolo di studio non corrisponde un impiego soddisfacente. Ma non è questa la cosa a cui mi riferivo. E' quella sensazione che prende quando fai la cosa nella quale sei più bravo e che ti dà maggior soddisfazione, che piano piano uno si dimentica, chissà perchè. Poi, un bel giorno, ti ritrovi a fare l'architetto pur avendo un talento per la composizione polifonica. Ecco.

E allora? Ci vogliamo buttare sul lettino dello psicologo con la divisa grigia del lavoro ineluttabile, odioso ma necessario? (A proposito ciao Sara, sono contenta che adesso tu sia ufficialmente Psicologa... Avremo tanto bisogno di te...). Mentre ero immersa in queste riflessioni, guardando le luci della periferia sfrecciare nel buio oltre il finestrino, mi è tornato in mente un pensiero felice. Lo condivido con voi, magari non vi porterà all'Isola che Non c'é, ma vi farà ricordare cosa vi rendeva felici: ero tornata in una giornata piena di sole e di vento, quali ce ne sono solo dopo un acquazzone di maggio. I colori degli alberi erano, a loro volta, piccoli soli verdi e il ciliegio, bianco di fiori, era una nuvola posata sull'erba verde del prato. Eravamo in quattro e ci eravamo arrampicati fino ai rami che sostenevano a stento il nostro peso. Il ciliegio si trovava proprio al limite del bosco e dovevamo gridare per superare il rombo incessante delle fronde scosse dal vento. Le folate arrivavano una dietro all'altra, come le onde di un mare invisibile, piegando le foglie dei castagni più oltre, fino a farle apparire cangianti. Quando una folata più forte investiva il ciliegio, tutto l'albero ondeggiava vertiginosamente, come un legno sollevato da un'onda più alta. Noi stavamo lì, con gli occhi fissi sulle cime degli alberi più lontani, spiando la folata successiva e gridando di gioia e di eccitazione appena questa ci investiva. Affrontavamo l' immaginaria  burrasca con sprezzo del pericolo, in un turbine di petali, vele, grida e gioia in attesa della ventata perfetta: quella che avrebbe trasformato definitivamente il ciliegio nel veliero sognato. Sentivo il vento che entrava ovunque, che tirava le magliette sui fianchi,  che entrava nella bocca, nelle orecchie, che ci sollevava insieme alla pianta e al mondo, le orecchie tese a spiare un rombo lontano nel bosco che annunciasse l'arrivo di un'onda di vento più forte, più forte per salire sempre di più!

Ecco perchè, mentre tornavo in bicicletta dalla stazione, al buio, ed un colpo di vento mi  ha presa in pieno da dietro una curva, l'ho salutato con gioia e piegandomi sul manubrio ho gridato: "Più veloce della luceeee!,  Yuhuuuuuuuuuhhh!!".

Amici, non è mai troppo tardi per giocare...

Aloha!

3 commenti:

tarta ha detto...

due pensieri per te:
primo ...... il lavoro che faccio, ho scoperto troppo tardi che non è quello che voglio fare, credevo lo fosse, ma non è cosi. Vorrei tanto fare tutt'altra cosa ..... ma proprio lontana anni luce, e cosi mi consolo facendola come volontaria ^_^
secondo ...... Piùùù velociiiii della luceeeeeee ...... io lo grido ancora ^__^ nei miei giri in bici ihihihihi e Pucciboy mi ride dietro
Ornella

Elena ha detto...

Grazie per la visita!
Che bello il tuo blog, mi piace molto, i tuoi lavori sono stupendi!
Ti linko al mio blog!
A presto!
Ciao Elena

Elena ha detto...

Ti ringrazio per la visita!
Il tuo blog è molto bello, e che meraviglia i tuoi lavori!
Verrò a trovati spesso!
Ti linko al mio blog!
Ciao Elena